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“La vita verde”: all’Einaudi di Siracusa inaugurata la “Growroom”

Una struttura in legno per migliorare il decoro della scuola, ma anche incrementare tra le nuove generazioni la cultura dell’autoconsumo e del consumo a chilometro zero. Sono stati mesi impegnativi quelli che hanno visto protagonisti gli studenti della “4BS” dell’Istituto superiore Einaudi di Siracusa, che hanno partecipato al progetto di alternanza scuola lavoro “La vita verde”, promosso dalla Fondazione di Comunità Val di Noto in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale. La “Growroom” è una struttura in legno che è stata progettata e montata dagli studenti, in ogni sua parte. Pensata per ospitare erbe aromatiche, fiori e piante, ortaggi, l’innovativa struttura si basa quindi sull’ecosostenibilità. Gli studenti coinvolti, inoltre, hanno trascorso alcune giornate nel terreno del progetto “Frutti degli Iblei” tra Canicattini e Palazzolo, della cooperativa “Arcolaio”, partner della Fondazione, dove hanno conosciuto le varie tipologie di piante e sono stati educati alla conoscenza delle varie specialità, ma anche alla scelta di quelle più adeguate da utilizzare poi nella struttura. Durante una mattinata, infatti, gli studenti sono stati impegnati nella raccolta e piantumazione delle varie essenze scelte.
Una nuova frontiera, quindi, quella dell’agricoltura sostenibile, che ha visto gli studenti non solo studiare le varie fasi, progettare la struttura, ma anche costruirla. Alcuni studenti, invece, si sono occupati di realizzare foto e video delle varie fasi, per documentare ogni momento attraverso il sito e la pagina Facebook creata.
I risultati del progetto sono stati illustrati questa mattina durante una conferenza stampa che si è svolta all’Einaudi di via Agnello alla presenza del dirigente scolastico Teresella Celesti, del vice presidente della Fondazione Giovanni Grasso, del referente del progetto Maria Grazia Guagenti, del tutor di classe Adele Zuccaro, degli studenti che poi hanno svelato la struttura. A collaborare nelle varie fasi della costruzione della Growroom anche Massimo Di Rocco di “Handle Service” e Alessio Maltese di “Archimede in tour”, due imprese che hanno fatto parte dell’Incubatore “Eureka” della Fondazione. Il vice presidente Grasso ha voluto ringraziare gli studenti coinvolti nel progetto “perché avete dimostrato – ha detto – che spesso alcune statistiche sui giovani del sud non sono corrette, quando si dice che c’è scarsa attenzione. Invece avete mostrato grande interesse. Sta a voi, adesso, prendervi cura di questa struttura”. A spiegare le varie fasi del progetto sono state due alunne della classe, che hanno sottolineato come questa esperienza sia stata importante anche per accrescere il dialogo e la conoscenza tra di loro. “La realizzazione di un progetto ambientale si coniuga con l’idea di cittadinanza attiva – ha sottolineato il dirigente Teresella Celesti -. Il progetto ha avuto poi questo bellissimo esito della creazione di questa Growroom, che è un inizio di una cultura del rispetto per l’ambiente e un’occasione per i ragazzi per cimentarsi in una scuola del fare. Inauguriamo con questa Growroom, inoltre, la nostra nuova scuola che è ricca di aree destinate a verde e per le quali chiediamo agli studenti una partecipazione attiva, perché curare l’ambiente in cui si vive, la propria scuola, è già un buon inizio per avere rispetto del mondo intero”.

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