La Fondazione

logo3Le Fondazioni di Comunità sono enti non profit di diritto privato, che aggregano soggetti rappresentativi di una comunità locale con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità stessa, attivando energie e risorse e promuovendo la cultura della solidarietà, del dono, e della responsabilità sociale. La caratteristica più significativa di questo tipo di fondazione è la possibilità per una collettività di investire nel proprio sviluppo e nella sua qualità, attivando risorse proprie per realizzare progetti ed interventi per il proprio territorio.

 

La Fondazione di comunità Val di Noto, costituita l’11 febbraio 2014 nasce dal grande amore per questa terra, dal forte desiderio di giustizia e di attenzione ai più deboli e ai poveri, dal grande affetto per i giovani, dall’impegno per il loro futuro e i loro sogni più belli. Un sentire, un pensare, un incontrarsi attorno a forti tensioni ideali, tradotte in esperienze concrete, che è diventato dal 2010 un percorso in cui si sono ritrovati insieme alcuni soggetti diversi del terzo settore, le diocesi di Siracusa e di Noto, associazioni di volontariato, cooperative sociali, enti culturali, esperienze di economia solidale con il sostegno di Fondazione CON IL SUD.

 

La fondazione di Comunità Val di Noto si propone di intercettare donazioni da cittadini organizzazioni profit e no-profit residenti sul territorio di sua competenza per riversare sullo stesso tali somme impegnandosi nell’infrastrutturazione sociale attraverso il consolidamento di alleanze per il bene comune e l’intreccio di cammini di liberazione, giustizia, legalità, sviluppo sostenibile che permettano di sperare anche “nel” e “dal” nostro Sud.

 

La Fondazione di Comunità Val di Noto opera nello spirito del dono, di una donazione di risorse, tempo, valori con cui rigenerare coesione sociale attingendo al patrimonio di calore umano del nostro Sud, coniugandolo con l’impegno a lottare contro ogni forma di corruzione e di mafia – con particolare attenzione alle città, che non possono ridursi a un cumulo di pietre (anche belle …) ma di cui «va ritrovata l’anima» (Giorgio La Pira), vivendoci «a misura di sguardo», di relazioni e di scelte sottoposte al «controllo etico ravvicinato» che genera cittadinanza viva e appassionata.