Fondazione di Comunità Val di Noto, avviati 18 progetti in un anno. Il direttore di Fondazione con il Sud: “Favorire lo sviluppo di relazioni tra organizzazioni per creare maggiore ricchezza sociale”

Fondazione di Comunità Val di Noto, avviati 18 progetti in un anno. Il direttore di Fondazione con il Sud: “Favorire lo sviluppo di relazioni tra organizzazioni per creare maggiore ricchezza sociale”

A un anno dalla nascita, la Fondazione di Comunità Val di Noto ha accolto, giorno 5 marzo, il Direttore Generale di Fondazione con il Sud, Marco Imperiale. Nel corso della sua visita alla sede centrale di Siracusa, sono stati presentati i risultati raggiunti in questo anno dalla Fondazione di Comunità Val di Noto, grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, Caritas Italiana, le diocesi di Siracusa e Noto e grazie anche al raccordo tra diverse realtà del terzo settore. Il risultato è stato di 18 progetti avviati, 35 enti coinvolti, 70 opportunità di lavoro sociale create. Tra i progetti, significative iniziative per il carcere, altre per l’accoglienza, altre ancora per l’economia civile.

Il vicepresidente della Fondazione di Comunità, Giovanni Grasso, ha presentato i dati, rilevando come in un solo anno si siano raggiunti risultati significativi non solo in termini numerici, ma anche di capacità di raggiungere un ampio territorio e di sviluppare progettualità, sottolineando come questo sia stato possibile grazie a un gioco di squadra dell’intero consiglio. Il presidente Maurilio Assenza, da parte sua, ha evidenziato che così si rigenera comunità e si libera il Sud: pensando soprattutto alle nuove generazioni e a dare loro segni di speranza, coniugando insieme un sociale promozionale e un’economia solidale capaci di far pensare a città giuste e fraterne; altri consiglieri hanno sottolineato come questo faccia crescere responsabilità.

“La Fondazione con il Sud sostiene la Fondazione di Comunità Val di Noto per favorire infrastrutturazione sociale nei territori in maniera molto concreta, perché le Fondazioni di Comunità possono incoraggiare molto da vicino lo sviluppo di relazioni più intense tra organizzazioni, in grado di creare maggiore ricchezza sociale – ha spiegato Imperiale – la Fondazione con il Sud interviene con dei contributi che vanno sia al patrimonio che a sostenere finanziariamente i progetti nei primi cinque anni di vita”.

Nella visita alla sede di Modica  si è avuto l’incontro diretto di Imperiale con i soggetti di due progetti. Il direttore si è infatti soffermato al Cantiere educativo “Crisci ranni”, divenuto luogo aggregativo capace di trasformare l’iniziale diffidenza e aggressività distruttiva di ragazzi di un quartiere periferico in senso di appartenenza e che oggi, grazie al sostegno di Caritas Italiana e al progetto “Città inclusiva” – promosso dalla Fondazione di Comunità Val di Noto e sostenuto da Fondazione con il Sud – può consolidare quanto avviato in risposta alla disgregazione sociale nelle periferie e nelle situazioni di emarginazione, permettendo la rinascita di un’area abbandonata e il rilancio del senso di una città attenta alla crescita. Sempre a Modica, nel corso della visita alla Casa di accoglienza “don Puglisi” e alle esperienze collegate di economia sociale gestite dall’omonima Cooperativa (focacceria, laboratorio dolciario),  Imperiale si è confrontato con le associazioni “We Care” e “don Giuseppe Puglisi”, coinvolte in rete in “Ripartenze”. Il progetto della Fondazione di Comunità Val di Noto, sostenuto da Fondazione con il Sud e Caritas italiana, mira a riattivare percorsi esemplari di ripartenza nella vita per le persone accolte nella Casa don Puglisi e per altri nuclei seguiti dai Centri di ascolto, andando oltre il semplice intervento assistenziale e promuovendo cammini educativi con al centro l’analogia familiare e il primato della relazione.

“Oggi ho potuto apprezzare il lavoro egregio che la Fondazione di Comunità Val di Noto sta svolgendo con l’attivazione, già nel primo anno, di moltissimi progetti – ha concluso Imperiale – noi della Fondazione con il Sud speriamo che si continui a lavorare così”.